"…por eso he soñado con una obra que no se encajase en ninguna categoria, que en lugar de pertenecer a un género, los contuviese todos; una obra dificil de definir y que habría de definirse justamente por esa carencia de definición; una obra de la tierra en el cielo y del cielo en la tierra; una obra que fuese el punto de reunion de todos los vocablos diseminados en el espacio cuya soledad y desconcierto no podemos ni imaginar; el lugar, más allá del lugar, de una obsesión por Dios, deseo no colmado de un insensato deseo; un libro, por último, que sólo se entregase por fragmentos, cada uno de los cuales fuese el inicio de un libro."

Tratto da El libro de las preguntas – volumen II di Edmond Jabès, ediciones Siruela, El antelibro III, pagina 261. Trovai questo libro in casa di Didac e lo aprii a caso.

Gli ultimi commenti ...

domenica, gennaio 27

Questa strana città ... click. Tempi andati ... clack.



Ciao a tutti .. clickiticlak! Oggi vi racconto delle avventure visive ...
tikitak! ..., quelle che si colgono dallo sguardo, dal modo di camminare e di
vestire delle persone ... clickiticlack! Iniziando dal mattino ... tak tak! ...
voglio riportare alla mente la scena di Marco (l'amico milanese) che da il
buongiorno ... click ... a Matteo (altra creatura vivente della casa). Marco:
"Hombre ..." Matteo: "Buongiorno!" Marco: "sfhwtbwthwqtbqthqtr?" Matteo: "Eh?"
Marco: "Prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr!!!" (pernacchione) Questo ... cataclick ... e'
per farvi capire con chi mi trovo in casa, almeno ho iniziato la giornata
ridendo ... cataclak! Andando al lavoro poi, diretto verso la metropolitana,
senzo un dolcissimo suono di flauto di Pan ... clak tik! ...e voltandomi vedo
che era l'arrotino con la vespetta attrezzata che richiamava i clienti (?,
secondo me non fa una lira - pero' altro che "E' arrivato l'arrotino
l'ombrellaio!" nostrano). Anche questo ha lasciato un'inaspettato ... :-) clak!
...sorriso sul mio volto affranto, in questi giorni, dalle preoccupazioni. Poi
al lavoro mi hanno messo per strada ... click click! ... a regalare assaggini di
"caffe' moca praline'" e "caffe' toffee nut latte" e mi incrocia ... tikitak!
...due volte un tipo, distinto ed elegante, che sulle prime mi parla in perfetto
inglese ... takititik! ... e se ne va ... piu' tardi al suo ritorno mi parla in
perfetto spagnolo. Molto simpatico ... pensate che quando due giovanotti col
volto da indio-americano mi chiedono cosa ci mettiamo nelle bevande ... tak! ...
in offerta ... tik! ... ha risposto lui dicendo "tranquilli c'e' solo cocaina!"
... tikkete! ... e mi sono piegato dalle risate ... >-D. Vabeh, alla fine mi
presento ... clakketetik! ... e gli chiedo come si chiama e mi risponde "Luigi
... Luigi Comencini" (famoso regista italiano, di certo non era lui, mi prendeva
ancora per il culo). Insomma fra una risata e l'altra ... tik! ... salta fuori
che e' un professore universitario di sociologia originario di Boston, ma che
insegna ... clak! ... qui in BCN. Che strana la vita eh? Magari in aula e' un
bastardo che boccia tutti ... clikklak! ... e se i suoi alunni sapessero della
nostra chiacchierata ... tak tak! ... mi odierebbero per la confidenza che
invece a loro e' negata ... Per chiudere in bellezza, dopo aver staccato dal
lavoro, vado a vedere una stanza in affitto ... takitik! ... e mi apre la porta
un signore, molto educato ma anche molto omosessuale nei modi, che mi invita ad
entrare e mi mostra la casa (bellissima!), la stanza in questione e il terrazzo
(spazioso!). Solo che non vuole ospiti extra ... takkete ... tik! ... perche' in
passato gli hanno creato problemi. Vabeh, me lo lascio come opzione comunque ...
click! Uscendo chi mi vedo camminare incontro? "Attila il flagell tittìo"! Un
hombre alto vestito di pellicce (stivali e cappotto con cappuccio, tipo
neanderthal ... tik tak!) dai svariati colori, incredibile! Ho passato i
seguenti 500 metri di cammino ridendo, fino a che non sono entrato in questo
internet cafe' (caffe', basta caffe'! Non ne posso piu'!!!) dove in una cabina
del telefono ... tik tik ... c'era un tipo, ormai cieco, che per comporre il
numero teneva il foglietto con le cifre e la tastiera dell'apparecchio cosi'
vicine all'occhio destro ... clakkete! ... che il naso gli ostacolava i
movimenti. Pobre hombre! Questo e' il foglio del mio diario elettronico di oggi
... clak! Devo ammettere che scrivere queste email e' forse l'unico sfogo che
trovo in questo momento. Pensate che adesso la mia famiglia ... click ... sa
piu' cose di me che prima, quando vivevo con loro. Un paradosso nevvero? Lo so,
in questi anni non ho fatto altro che tenere tutti a una certa distanza, a
partire dai miei genitori, e me ne scuso con chi ne ha sofferto. Il mio cuore e'
con tutti voi! Un saluto particolare a Mamma, Papa', Amir, Omar, zia Luisa, zia
Rossana, zio Dali' (e anche a zio Moncef, vah!), Sandro, Stefano, Gianni,
Barbara, Elena, Antonio, Martina, Mattia e l'ultimo arrivato Raoul. Baciottoni.

Alessandro alias Haikel alias Bak

Ps. Questa tastiera ... clak
... e' molto rumorosa, si sente? Fa piu' rumore ... tikkete! ... di una macchina
per scrivere Olivetti degli anni sessanta ... tak! Ora premo "Invio" ... Click!

posted on 15-02-2005 22:37


Ci credete che non mi ricordo almeno la meta' di queste cose? Scrivere serve per ricordare, ma che succede se i tuoi ricordi non ci sono piu'? Se leggere cio' che hai scritto anni fa e' come leggere qualcosa scritto da qualcun'altro?
Ovvio che non e' il mio caso ... sono solo piccoli dettagli quelli persi di vista. Credo addirittura che non sia nessun caso perche' sono convinto di una cosa abbastanza inusuale: noi sappiamo gia' tutto, da sempre. Possiamo solo ricordare, mai conoscere.

O<-<

1 commento:

MusEum ha detto...

Come dire... "L'uomo non inventa. Scopre".

Archivio blog