"…por eso he soñado con una obra que no se encajase en ninguna categoria, que en lugar de pertenecer a un género, los contuviese todos; una obra dificil de definir y que habría de definirse justamente por esa carencia de definición; una obra de la tierra en el cielo y del cielo en la tierra; una obra que fuese el punto de reunion de todos los vocablos diseminados en el espacio cuya soledad y desconcierto no podemos ni imaginar; el lugar, más allá del lugar, de una obsesión por Dios, deseo no colmado de un insensato deseo; un libro, por último, que sólo se entregase por fragmentos, cada uno de los cuales fuese el inicio de un libro."

Tratto da El libro de las preguntas – volumen II di Edmond Jabès, ediciones Siruela, El antelibro III, pagina 261. Trovai questo libro in casa di Didac e lo aprii a caso.

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giovedì, maggio 29

Spire di vento

Le coccinelle si rifugiano nella loro corazza a riva, sui pali di legno issati a sostenere i salvagente.
Le morte conchiglie si stagliano precise su questo piccolo deserto, prima nascoste da una pettinata e ferrosa sabbia.
Il vento colpisce da tramontana, poi da maestrale e poi ruota ancora le bandiere a schivare lo scirocco.
E il mare, amico mio severo, mi richiama a se.

O<-<

3 commenti:

Lighthousely ha detto...

Ho visto che mi hai linkato!!! Grazie!!! Sei stato carinissimo, provvedo a restituire la cortesia!

^_^

DottoressaDressel1981 ha detto...

mi ricorda populonia. la cosa più bella delle sabbie ferrose è che di notte diventano più fresche delle altre

simjedi ha detto...

Grazie mille!!credo che per il momento il mio blog rimarrà aperto,ci riprovo e magari se mi volessi aiutare a farlo conoscere attraverso il tuo mi farebbe un gran piacere....complimenti per il tuo e grande robbie!! by simo

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