"…por eso he soñado con una obra que no se encajase en ninguna categoria, que en lugar de pertenecer a un género, los contuviese todos; una obra dificil de definir y que habría de definirse justamente por esa carencia de definición; una obra de la tierra en el cielo y del cielo en la tierra; una obra que fuese el punto de reunion de todos los vocablos diseminados en el espacio cuya soledad y desconcierto no podemos ni imaginar; el lugar, más allá del lugar, de una obsesión por Dios, deseo no colmado de un insensato deseo; un libro, por último, que sólo se entregase por fragmentos, cada uno de los cuales fuese el inicio de un libro."

Tratto da El libro de las preguntas – volumen II di Edmond Jabès, ediciones Siruela, El antelibro III, pagina 261. Trovai questo libro in casa di Didac e lo aprii a caso.

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sabato, febbraio 9

Questa strana città ... B-side ... Specchio riflesso



Scusate l'assenza ma senza senso non so stare senza ...Cominciamo bene!
Sono tornato da poco qui (o li'), e avevo molto da fare e da capire. Come
Alice nel paese delle meraviglie inseguo il coniglio bianco che a sua volta
insegue il suo stesso orologio che insegue il tempo. Le strane cronache
dall'aldila' dello specchio ... guardate Roma e Barcelona sull'Atlante. Non
faccio in tempo a prendere posto sull'aereo che gia' qualcosa di assurdo accade:
una coppia di giapponesi corredati di figlioletto capriccioso si accomodano due
file avanti a me. Fin qui tuttok, ma ad una certa il bimbo inizia a piangere con
un'energia spaccatimpani (tipo 2000 decibel) e la madre reagisce picchiandolo
sulla testa spietatamente. Sulle prime non mi stranisco, ma quando l'azione si
ripete mi strappo la camicia, i jeans e divento tutto muscoloso e verde ...
quindi la minaccio in un inglese-romanaccio che se avesse picchiato ancora il
bambino avrei avvisato il capitano e la polizia. Lei mi guarda per tutto il
viaggio con la coda dei suoi occhi a mandorla e la faccia indispettita, mentre
qualcun'altro molto piu' intelligente si inventa dal nulla un lecca lecca e un
giocattolo di plastica intuendo che il piccolo aveva paura dell'aereo. E il
padre? Assente per tutto il tempo, forse perso in qualche manga di ufo-robot.
All'arrivo mi trovo poi costretto in un'attesa di circa due ore e mezza per
incontrarmi col nuovo padrone di casa (approposito: prima partenza il sabato
mattina, io trovo due case fra cui scegliere il venerdi' alle 23.30 - checculo!)
all'aeroporto, perche' doveva venire a prendere un suo amico che arrivava dopo
di me. Io, non avendo le chiavi della nuova casa, non avevo neanche scelta.
Fattosta' che mi ritrovo col portatile acceso e cinque valigie intorno alla
stazione del treno col biglietto timbrato mentre mi guardo Alphaville di Godard
e i caotici viaggiatori di sottofondo, una specie di screen saver dietro lo
screen. La poca batteria mi ha sollevato il morale, perche' mi sembrava di
essere uno di quei turisti tecnologici che mi diverte tanto prendere in giro
...Quindi arriva Didac (si legge tipo Didath - all'inglese), il padrone di casa,
che di buon cuore mi va a comprare un panino per l'attesa ... visto che io stavo
stracarico (vi ricordate Tricarico? Buongiorno buongiorno io sono francesco e
questa mattina mi son svegliato presto ...) e avevo gia' passato il varco.
Insomma Didac e' un tipo normale e particolare insieme. La persona piu' normale
di Barcellona: 35-40 anni, pittore fancazzista, barcellonese D.O.C. simpatico e
fattone. Ma cio' che mi piace di piu' e' la sua correttezza. Pensate che siamo
rimasti daccordo sulla parola e l'ha mantenuta. Ora ho una stanza mia, grande e
con una bella finestra sulla strada. 4º piano senza ascensore ma in pieno
centro: Carrer Ciutat 13 4º-2ª Didac Pintor (incredibile ma e' pittore di nome e
di fatto) - per chi mi vuole scrivere - 08002 Barcelona España. Praticamente
dall'altro lato di piazza Jaume I rispetto alla signora bastarda di prima.
Ancora una volta dall'altro lato dello specchio (B-side). Vi raccontero' della
mossa di Zidane nella proximail, Batman e Robin sempre all'erta!Besos



Alessandro alias Haikel alias Bak



posted on 15-02-2005


Che dire? Incontrai per caso Didac nella stazione della metropolitana sotto la mia attuale casa, a Poble Sec. Lo hanno sfrattato dalla casa in centro (la mia cara Casa Amarilla).

Ci siamo abbracciati, ci siamo scambiati il numero di telefono e non ci siamo piu' rivisti.


O<-<

6 commenti:

MusEum ha detto...

Incontri "casuali" che ci ricordano come eravamo e quello che abbiamo perso...

...e che tutto evolve, nonostante noi...

haikel.bak@gmail.com ha detto...

Diciamo che questi avvenimenti sono come le "virgolette".

O<-<

ps. Non si puo' sfuggire all'evoluzione

Anonimo ha detto...

leggere l'intero blog, pretty good

Anonimo ha detto...

imparato molto

Anonimo ha detto...

La ringrazio per intiresnuyu iformatsiyu

BAK ha detto...

Caro Anonimo, grazie a te!

Dear Anonimous, Thanks to you!

Bak

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