"…por eso he soñado con una obra que no se encajase en ninguna categoria, que en lugar de pertenecer a un género, los contuviese todos; una obra dificil de definir y que habría de definirse justamente por esa carencia de definición; una obra de la tierra en el cielo y del cielo en la tierra; una obra que fuese el punto de reunion de todos los vocablos diseminados en el espacio cuya soledad y desconcierto no podemos ni imaginar; el lugar, más allá del lugar, de una obsesión por Dios, deseo no colmado de un insensato deseo; un libro, por último, que sólo se entregase por fragmentos, cada uno de los cuales fuese el inicio de un libro."

Tratto da El libro de las preguntas – volumen II di Edmond Jabès, ediciones Siruela, El antelibro III, pagina 261. Trovai questo libro in casa di Didac e lo aprii a caso.

Gli ultimi commenti ...

martedì, giugno 3

La (pen)isola che non c'è



Oggi crollavo di sonno ...
Dopo una serie di notti insonni finalmente mi sento abbastanza stanco da non curarmi affatto delle apparenze. Mi addormento a pancia sotto col sole sulla schiena.
E sogno ...

mimandanoafareilbagninosudiun'isolamaccheddicouna
penisolacuilamareagoverna.ècomeungrandevillaggiom
entreincimaallacollinasistaccaunaroccadoveèrisapu
tochelareginadispagnavaaprendereilsoleenoibagnini
abbiamolapostazioneprincipale.siamotantietuttigio
vani.iovadoallapostazioneedèbellissimalaroccaastr
apiombosulmareconsottoscoglieunmaregrande...maivi
stounmarecosìgrande!cosìgrandedanonfartisentirepi
ccolomabensìimmensocomelui.misiedovicinoallaregin
adispagnatimidamenteleiènormaleunapersonanormalea
nonimalechiedocomecisirivolgealeieleimidicecomepr
onunciandoilsuosemplicenomecheoranonricordopiùled
ico"semipermetteledaròdellei".la(pen)isolaèstrana
ricordodiesserearrivatoviaterramanonavreisaputoma
iandarvia.eranotutticordialimaancoradiffidenticon
me.eranotuttiguardianidelmarecomemetuttigiovanied
abiliguardianidelmarecheadifferenzamiaconoscevano
isegretidella(pen)isolaconunsorrisodisottecchicon
unaserenitàpanteista.iosonol'unicoadessersiportat
ouncomputeruntelefonoedaltrestronzateementremiaff
accioinunbalconeverandatosullostrapiombodoveholas
ciatolemiecoseinciampoesfondolaparetecheparefatta
dicartonerimanendopenzolantenelvuoto.gridoaiutoem
itendonolamanomitiranodentroescherzosamentefingon
odilasciarmicaderepensoallemiecoseoramaipersenell
'obliodelleacquebluemivoltoaguardare.alpostodello
strapiomboapparivaoraunagigantescadunadisabbiache
dalmaresispingevasufinoaimieipiedinudi.scendoesca
voritrovandotuttiglioggettipersinellasabbiaasciut
ta.ilmioanimoèserenoenoncertoperquattrocoseacuigi
ànontenevopiù.nonostanteciòmiaffrettoprimacheilma
resiridivoriladuna.èarrivatoilmomentodifarsiungir
oeiocompiocome270°intornoimmaginandochelaroccacon
lapostazionesianoilnord.partivodamezzogiornoperar
rivarealle9della(pen)isolasenzamaiincrociareilsen
tierocontinentale.sullarivavedoarrivareun'enormet
sunamiprontoadistruggermierisucchiarmimentreimmob
iletentodifuggiredalrisucchiodiacquaeventoepropri
ounistanteprimadell'impattol'ondamaestosasidivide
induelasciandomiinermeedinertesenzalaminimabricio
laditimoreaddosso.dentrorestocolpitosolodalsensod
ipace.miincamminosempreinsensoorarioversole3einiz
iaanevicarediunbiancocandidosenzafreddocomefosseu
n'esplosionedibolledicotoneacielolimpidopoiproseg
uendoversole5miritrovoinmareanuotaretraleondepiùl
ungheeperfettecheabbiamaisentitosullapelle.arriva
toalle6tornoversolaroccadoveunafestaeraincorso.mil
asciodietroognisensodicolpa.

Mi risveglio felice in un bagno di sudore.

O<-<


Discover Seal!

lunedì, giugno 2

Capitano! Mio capitano!

E quantunque, di tutti gli uomini, il tetro capitano del «Pequod» fosse il meno dedito a quella specie di vanissima presunzione; quantunque il solo omaggio ch'egli sempre richiedeva fosse l'obbedienza assoluta e istantanea, e non pretendesse che ciascuno si togliesse le scarpe prima di salire sul cassero; quantunque ci fossero volte che, in relazione a circostanze speciali connesse con avvenimenti che in seguito specificherò, egli rivolgeva loro la parola in termini insoliti, o di condiscendenza o in terrorem o altrimenti, pure nemmeno il capitano Achab in nessun modo trascurava le forme e le usanze essenziali del mare.
E forse non mancherete eventualmente di accorgervi che qualche volta dietro a queste forme egli, per così dire, si mascherava, adoperandole di passata per altri e più privati fini che non quelli cui esse dovevano legittimamente servire. Quel certo sultanismo del suo cervello che sarebbe altrimenti rimasto in gran parte inespresso, quello stesso sultanismo s'incarnava, attraverso queste forme, in una irresistibile dittatura. Poiché qualunque sia la superiorità intellettuale di un uomo, essa non può mai assumere una supremazia pratica e utile sugli altri senza l'aiuto di qualche artificio o schermo, che in se stesso sarà sempre più o meno basso e meschino. Ed è questo che sempre trattiene i veri prìncipi dell'impero di Dio dal prendere parte ai comizi elettorali, e lascia i più alti onori che questa atmosfera possa concedere a quelli che si rendono famosi più per la loro infinita inferiorità a quell'occulto pugno d'uomini scelto dal Divino Inerte, che non per la loro indubitata superiorità al morto livello della massa. Una così grande virtù si cela in queste cose piccine, quando un'eccessiva superstizione politica le investa, che in certi casi regali esse hanno conferito potenza persino alla fatuità idiota. Ma quando, come nel caso dello zar Nicola, circonda una testa imperiale la rotonda corona di un impero geografico, allora le greggi della plebe s'appiattiscono avvilite dinanzi all'accentramento mostruoso. E il tragico drammaturgo che volesse dipingere l'indomabilità umana nel giro più ampio e nell'azione più diretta ch'essa possiede non dovrebbe mai dimenticare un accenno, incidentalmente così importante per la sua arte, come quello cui ora si è alluso.
Ma Achab, il mio capitano, si muove sempre innanzi a me in tutta la sua scabra severità di nantuckettese, e in questo episodio che riguarda Imperatori e Re io non devo nascondere che ho soltanto a che fare con un vecchio povero cacciatore di balene e che perciò tutti i maestosi ornamenti e finimenti esteriori mi sono negati. Oh, Achab! Quello che in te sarà grande dovrà di necessità venir strappato ai cieli, pescato nel profondo dei mari e foggiato nell'aria incorporea!

Herman Melville, "Moby Dick. La Balena" - 1851.


Discover Moby!

giovedì, maggio 29

Spire di vento

Le coccinelle si rifugiano nella loro corazza a riva, sui pali di legno issati a sostenere i salvagente.
Le morte conchiglie si stagliano precise su questo piccolo deserto, prima nascoste da una pettinata e ferrosa sabbia.
Il vento colpisce da tramontana, poi da maestrale e poi ruota ancora le bandiere a schivare lo scirocco.
E il mare, amico mio severo, mi richiama a se.

O<-<

domenica, maggio 11

Il libro dei mutamenti

Oggi stavo al mare, facendo il mio lavoro, quando mi ricordo di aver portato con me un libro assai caro (affettivamente). Eh si, perchè mi ha sempre aiutato quando avevo domande nei confronti di me stesso. Soprattutto domande delle quali conoscevo, ma senza ammetterle, le risposte: Il Manuale del Guerriero della Luce di Paulo Coelho.
Molti condannano questo autore o perchè troppo new age, o perchè troppo religioso, o perchè troppo citato, o perchè troppo.
Io lo stimo, mi piace, lo leggo e mi ci commuovo pure.
Questo librettino piccolo piccolo è da anni il mio I-Ching. Faccio una domanda al libro e apro a caso, cercando di non farlo sempre dalla parte centrale. Ma tanto alla statistica chi ci crede? E' più bello credere all'oracolo.
Oggi per la prima volta ho fatto un'orecchietta in fondo alla pagina, forse ciò condizionerà tutte le future estrazioni ... ma valeva la pena.
Prima di riportare il brano interessato, vi copio e incollo ciò che wikipedia dice dell'I-Ching:

Libro dei Mutamenti
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il Libro dei mutamenti[1] (易經 pinyin yì jīng, Wade-Giles I Ching[2]), conosciuto anche come Zhou Yi 周易 o I Mutamenti (della dinastia) Zhou è ritenuto il primo dei testi classici cinesi sin dalla nascita dell'impero cinese (II secolo a.C.). È sopravissuto alla distruzione delle biblioteche operata dal "primo imperatore", Qin Shi Huang Di.

Lo Yi Jing è diviso in due porzioni, jing 經 o 'classico' e zhuan 傳 o 'commentario', composti in momenti differenti ma tramandati come testo unico da due millenni circa. La porzione jing è composta da sessantaquattro unità, ognuna basata su un esagramma (gua 卦) composto di sei linee che sono o continue (---) rappresentanti il principio yang o interrotte (- -) rappresentanti il principio yin.

Considerato da Confucio libro di saggezza è utilizzato principalmente a scopo divinatorio.

Storia [modifica]

Anche se la tradizione attribuisce la scrittura della porzione jing al re saggio fondatore della dinastia Zhou occidentale (il re Wen, che regnò tra il 1099 e il 1050 a. C.) e a Zhou Gong 周公 (morto ca. 1032 a.C.), ed anche se probabilmente contiene materiali di quell'epoca, è probabile che riceva la struttura che accettiamo come definitiva solo alla fine della dinastia Zhou occidentale o addirittura all'inizio del periodo Zhou orientale.

Tradizionalmente si credeva che i princìpi dell'Yi Jing avessero avuto origine dal leggendario eroe Fu Hsi (伏羲 Fú Xī). Questa tradizione lo vede come uno dei primi sovrani della Cina (date tradizionali a.C.), a cui sarebbero stati rivelati i trigrammi (八卦 bā gùa), in maniera soprannaturale. A partire dal tempo di Yu (禹 Yǔ), i trigrammi erano stati sviluppati in esagrammi (六十四卦 lìu shísì gùa), che erano stati registrati nella scrittura Lian Shan (《連山》 Lián Shān, detta anche Lia Shan Yi). Lian Shan, che in cinese significa "montagne continue", comincia con l'attuale esagramma n.52 (艮 gèn), che rappresenta due montagne una sopra l'altra e che si ritiene sia all'origine del nome stesso della scrittura.

In uno dei più importanti commentari al testo ('Xici zhuan' 繫 詞 傳) si dice "Il Libro dei Mutamenti è alla pari dei cieli e della terra e quindi è in grado di valutare perfettamente la via dei cieli e della terra" (yi yu tian di zhun, gu neng mi lun tian di zhi dao 易 与 天 地 准,故 能 彌 綸 天 地 之 道). L'I Ching è stato infatti spesso inteso come un microcosmo che comprende in se la via dell'universo.

La filosofia del "cambiamento" derivante da questo e da altri testi ha influenzato notevolmente la letteratura e l'amministrazione del governo della dinastia Zhou. Essa venne elaborata nel tempo e l'Yi Jing era completo all'incirca al tempo di Han Wu Di (漢武帝 Han Wu Di), durante la dinastia Han (200 a.C. circa). Quasi tutti i commentatori confuciani hanno studiato e commentato il testo, ed i primi commentari canonici al testo (Yi zhuan 易 傳) vengono attribuiti allo stesso Confucio. Comunque il testo non è stato fondamentale solo per i confuciani ma anche per i Taoisti, ed è stato utilizzato anche da molti buddisti. Dalla data della sua prima pubblicazione (parziale) in latino (1687) è diventato anche il più conosciuto testo cinese in occidente.

Fu fondamentale, per la sua diffusione in Europa, l'introduzione di Carl Gustav Jung alla traduzione di tedesca di Wilhelm del 1924.

Note [modifica]
^ La traduzione dal cinese all'italiano a cura della Fondazione Eranos di Ascona, preferisce tradurre "I" con "versatilità" invece di "mutamenti".
^ A seconda della romanizzazione utilizzata vengono usati anche altri nomi: I Jing, Yi Ching, Yi King.
^ Richard Wilhelm, I King (Il libro dei mutamenti), Astrolabio, Roma 1949

Bibliografia [modifica]
(EN) Edward Shaughnessy. I Ching: The Classic of Changes. Ballantine Books, 1998. ISBN 0345362438

Voci correlate [modifica]
Casualità
Sincronicità
Richard Wilhelm
Carl Gustav Jung

Ok, lo so, vi annoio con wikipedia, ma è troppo divertente hypernavigare per le idee che associo.
E poi ho escluso tutta la parte della consultazione, non era il caso.
Tutto questo per cosa? Per una domanda? Ma da dove viene questa domanda? Da dove sgorga? Dove si genera? Di quale necessità è figlia?

Tratto da Manual del guerrero de la luz, di Paulo Coelho, Editorial Planeta (Barcelona - ES), 25esima edizione, pag. 98:

El luchador experto aguanta insultos; conoce la fuerza de su puño, la habilidad de sus golpes. Ante un oponente desprevenido, le basta mirar al fondo de los ojos para vencerlo sin necesidad de llevar la lucha a un plano fisico.
A medida que el guerrero aprende con su maestro espiritual, la luz de la fe también brilla en sus ojos, y él no precisa probar nada a nadie. No importan los argumentos agresivos del adversario, diciendo que Dios es una superstición, que los milagros son trucos, que creer en ángeles es huir de la realidad.
Como buen luchador, el guerrero de la luz conoce su inmensa fuerza, pero jamás lucha con quien no merece el honor del combate.

Mettersi lì a ricopiare brani interessanti è sempre stato il mio metodo di studio. Ti obbliga a r-i-p-e-t-e-r-e tutte le parole nella loro concatenazione con assoluta pazienza, tanto che ti invade la mente tutto il senso celato dagli spazi e dai suoni che pensi ripetendo senza voce proferire.
E proprio mentre ricopio dattilografando mi rendo conto che non era questo il brano che volevo citare, ma bensì un'altro che non riesco a trovare in nessun modo. Come sempre l'oracolo mi strappa un tenero sorriso dalla bocca ...
E non voglio credere di aver sbagliato io a fare la piega sul foglio di carta, no.

O<-<

giovedì, maggio 8

taijin kyofusho

Ho cercato, dopo aver letto un post di Museum, chi o cosa era Taijin Kyofusho. E su wikipedia ho trovato questo:

Taijin kyofusho
From Wikipedia, the free encyclopedia
• Have questions? Find out how to ask questions and get answers. •

Taijin kyofusho (対人恐怖症, TKS, for taijin kyofusho symptoms), is a Japanese culture-specific syndrome, Culture-Bound Syndrome, (cultural disorder, or mental illness).

The term taijin kyofusho literally means the disorder (sho) of fear (kyofu) of interpersonal relations (taijin). Dr. Morita Masatake (also known as Morita Shoma) described the condition as vicious cycle of self examination and reproach which can occur in people of hypochondriacal temperament.

In the West, taijin kyofusho is usually described as a form of social anxiety (social phobia), with the sufferer dreading and avoiding social contact. However, instead of a fear of embarrassing themselves or being harshly judged by others because of their social ineptness (as in cases in the Western world), sufferers of taijin kyofusho report a fear of offending or harming other people. The focus is thus on avoiding harm to others rather than to oneself.

In the official Japanese diagnostic system, taijin kyofusho is subdivided into the following categories:
Sekimen-kyofu, the phobia of blushing
Shubo-kyofu, the phobia of a deformed body, similar to Body dysmorphic disorder
Jikoshisen-kyofu, the phobia of eye contact
Jikoshu-kyofu, the phobia of having foul body odor

Since it is not prevalent in American culture, taijin kyofusho is not detailed in the DSM IV. This is under debate, however, as symptoms indicative of taijin kyofusho are sometimes found in patients in the United States.

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Treatment

The standard Japanese treatment for taijin kyofusho is Morita therapy, developed by Dr. Morita Masatake in the 1910s as a treatment for the Japanese mental disorders taijin kyofusho and shinkeishitsu (nervousness). The original regimen involved patient isolation, enforced bed rest, diary writing, manual labor, and lectures on the importance of self-acceptance and positive endeavor. Since the 1930s, the treatment has been modified to include out-patient and group treatments; this modified version is known as neo-Morita therapy.

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See also
Hikikomori
NEET
Anthropophobia

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References
Suzuki K, Takei N, Kawai M, Minabe Y, Mori N. (2003). "Is Taijin Kyofusho a Culture-Bound Syndrome? [letter]". Am J Psychiatry 160(7): 1358. full text
Maeda F, Nathan JH (1999). "Understanding Taijin Kyofusho through its treatment, Morita therapy". J Psychosomatic Research 46(6): 525-530. PDF version



Magari Museum intendeva questo brano



Grazie Museum!!!

martedì, maggio 6

Meme e sempre me

Regole:

a) indicare il blog che vi ha nominato e linkarlo;

b) inserire le regole di svolgimento;

c) scrivere sei cose che vi piacciono;

d) nominare altre sei persone affinché proseguano il meme;
e) lasciare un commento sul blog dei sei prescelti amici memati.
Tutto chiaro??? Le cose che sapete già, tipo musica, teatro, archeologia, montagna e cibo, saranno taciute.

Svolgimento:

a) Mi ha nominato la dottoressa Dressel col suo blog http://maestro-e-margherita.blogspot.com

b) vedi sopra.

c) mi piace: 1) I films di Jan Svankmajer
2) Circondarmi di gente interessante
3) Comprare nuovi strumenti musicali/elettronici
4) La doccia calda calda calda per ore ore ore
5) Guidare fino alle terme vicino al lago di Bolsena, con corredo di
amici, belle donne, brachetto frizzante, griglia e ciccia
6) Viaggiare nella natura (in qualsiasi modo sia possibile)

d) http://cafeabsurd.blogspot.com/
http://lowcostgeneration.blogspot.com/
http://geoportu.blogspot.com/
http://memoriediunpescerosso.blogspot.com/
http://sgamopoli.blogspot.com/
http://noneraprevisto.blogspot.com/

Ho barato un pò e spero di non offendere nessuno ...

O<-<

mercoledì, aprile 30

Ex-frame



Eppure il film lo avevo già visto, uno dei miei films preferiti.
Avevo visto già tutto: l'incontro dove si faceva terapia di gruppo, la sparizione, le incursioni a paper street, il sesso ... e la fine.



Avevo visto Starbucks, avevo visto le torri, avevo visto il futuro. E gli sono andato incontro a faccia avanti, senza paura alcuna, solo col timore di non riuscire a farmi male abbastanza per tornare a sentire il mio fiato sordo andare e venire dai polmoni, mentre giaccio a terra per lasciare la mia maschera di sangue.



Ho visto oltre l'ultima pizza, ho visto l'n+1 fotogramma uscire dallo schermo per scherno.
T mi aveva avvisato: "Non devi mai parlargli di me."

"Se avessi un tumore lo chiamerei M. ... M. Il taglietto sul tuo palato che si rimarginerebbe, se smettessi di stuzzicarlo con la lingua... ma non puoi."

"Bisognava riconoscerglielo, aveva un piano e cominciava ad avere un senso alla maniera di T. Niente paura, niente distrazioni, la capacità di lasciarsi scivolare di dosso ciò che non conta."

"Uno non può sposarsi... Ho trent'anni, sono piccolo."

"Abbiamo avuto un'esperienza di quasi vita!"

"Congratulazioni, ora hai fatto un passo verso il fondo."

"Corri, Forrest Gump! Corri!"

"Mi hai conosciuto in un momento molto strano della mia vita!"

"Non crederai mai al sogno che ho fatto stanotte." - "Io non riesco a credere a niente di quello che è successo stanotte!"

Ora prendete questi brani e scomponeteli, smembrateli, rimontateli, deframmentateli, incollateli, strappateli, impastateli e avrete comunque di fronte la mia storia.

O<-<

giovedì, aprile 17

Se vuoi vivere felice

Se vuoi vivere felice

Passa tranquillamente tra il rumore e la fretta, e ricorda quanta pace può esserci nel silenzio.
Finchè è possibile senza doverti mai abbassare sii in buoni rapporti con tutte le persone.
Dì la verità con calma e chiarezza; ascolta gli altri, anche i noiosi e gli ignoranti; anche loro hanno una storia da raccontare.
Evita le persone volgari ed aggressive; esse opprimono lo spirito.
Se ti paragoni agli altri, corri il rischio di far crescere in te orgolgio e acredine, perchè sempre ci saranno persone più in basso o più in alto di te.
Gioisci dei tuoi risultati così come dei tuoi progetti.
Conserva l'interesse per il tuo lavoro, per quanto umile; è ciò che realmente possiedi per cambiare le sorti del tempo.
Sii prudente nei tuoi affari perchè il mondo è pieno di tranelli.
Ma ciò non acciechi la tua capacità di distinguere la virtù; molte persone lottano per grandi ideali, e dovunque la vita è piena di eroismo.
Sii te stesso. Soprattutto non fingere negli affetti e neppure sii cinico a riguardo dell'amore; poichè a dispetto di tutte le aridità e disillusioni esso è perenne come l'erba.
Accetta benevolmente gli ammaestramenti che derivano dall'età, lasciando con un sorriso sereno le cose della giovinezza.
Coltiva la forza dello spirito per difenderti contro l'improvvisa sfortuna.
Ma non tormentarti con l'immaginazione. Molte paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine.
Al di là di una disciplina morale, sii tranquillo con te stesso.
Tu sei un figlio dell'universo, non meno degli alberi e delle stelle; tu hai diritto di essere qua. E che ti sia chiaro o no, non vi è dubbio che l'universo ti si stia schiudendo come dovrebbe.
Perciò sii in pace con Dio, comunque tu Lo concepisca, e qualunque siano le tue lotte e le tue aspirazioni, conserva la pace con la tua anima pur nella rumorosa confusione della vita.
Con tutti i suoi inganni, i lavori ingrati e i sogni infranti, è ancora un mondo stupendo.
Fai attenzione.
Cerca di essere felice.

TROVATA NELL'ANTICA CHIESA DI SAN PAOLO, BALTIMORA. DATATA 1692.

domenica, marzo 30

In-tenso

- Quanto vorrei ...

Questo ci esce dalla bocca quando guardiamo fuori. Fuori da noi stessi, dal nostro piccolo insieme di cose.
E dalla stanza accanto la solita voce sarcastica:

- Quanto vorresti?
Ma sta zitto che hai un sacco di cose, hai avuto un sacco di cose.
E poi smettila di parlare al condizionale ... dai su! Dimmi qual'e' la condizione per la quale tu vorresti.
Andiamo su, parla!

E tu zitto per due ragioni: la prima e' che ti fa sentire nobile sopportare i soprusi, la seconda invece e' che speri solo che si stanchi di rimproverarti.
Stavolta pero' rispondi acido:

- Ma insomma! Possibile che ogni volta devi punzecchiarmi?
Perche' non la smetti di smontare i miei sogni e non mi dai una mano?

- Ma io lo sto facendo.

O<-<

giovedì, febbraio 28

Questa strana città: 8 minuti ... 3 anni fa e nulla e' cambiato



Ho solo 8 min di crdt e quindi saro' brv.Tengo 9 giorni di lavori forzati
attacati e per giunta di chiusura, quindi mi tocca pulire il negozio da tutto lo
schifo di una giornata di turisti e non.Nn c l fcc piu' ...Dormo cada dia fino
all'1 ed esco alle 2 di casa ... ch vt d mrd!Nn vd l'r d ssr rcchssm!!!Hasta
pronto



A a H a B



posted on 15-02-2005


Non sapevo che gia' stessi creando dei sigilli.

Numeri e sillabe non hanno risolto il problema di non riuscire a riacquistare il tempo svenduto sul mercato.

Sono scarso nel business.


O<-<


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