"…por eso he soñado con una obra que no se encajase en ninguna categoria, que en lugar de pertenecer a un género, los contuviese todos; una obra dificil de definir y que habría de definirse justamente por esa carencia de definición; una obra de la tierra en el cielo y del cielo en la tierra; una obra que fuese el punto de reunion de todos los vocablos diseminados en el espacio cuya soledad y desconcierto no podemos ni imaginar; el lugar, más allá del lugar, de una obsesión por Dios, deseo no colmado de un insensato deseo; un libro, por último, que sólo se entregase por fragmentos, cada uno de los cuales fuese el inicio de un libro."

Tratto da El libro de las preguntas – volumen II di Edmond Jabès, ediciones Siruela, El antelibro III, pagina 261. Trovai questo libro in casa di Didac e lo aprii a caso.

Gli ultimi commenti ...

martedì, novembre 4

La fortuna di conoscere Moreno



Questa è la mia fortuna. E' la fortuna che ha uno nella mia situazione di conoscere Moreno, il buttafuori in seconda all'Hard Rock Cafè di Barcellona.

La mia situazione è quella di essere capace di tagliare la verità come burro nello spirito, ma con la fragilità di una goccia di rugiada pendente dalla bocca di un fiore carnoso era ridotta la mia anima.

Rivedendolo lì, senza sapere di attendermi, alle porte dell'inferno americano, ho pensato: "Alla fine Moreno è uno della vecchia scuola. Magari i documenti per venire in Europa li ha ottenuti facendo il divo del porno in Brasile".

Ehh! Se le sue rughe narrassero la sua storia, lui non avrebbe bisogno di parlare neanche per ordinare un caffè. E' robusto, tutto marrone, uno sguardo indio e la foresta per chioma.

Ricordo ancora quando lo assunsero. Moreno dovette smettere di mimetizzarsi con la colonna e salire su di una sedia, instaurando un teatrino di fronte al semicerchio del personale del turno di mattina: il pre-shift.

Odierò per tutta la vita il suono di quella pa-rola, è come un fischio di donna, la lingua del diavolo nelle orecchie.

Sonia gli intimò di presentarsi dopo averlo pre-ceduto. Erano le 11:45 am. Arantxa gli ha chiesto lo stato civile. Lui sorrise bofonchiando "soltero" con forte accento portoghese-brasiliano.

Quando il ristorante mi venne incontro io mossi i piedi verso di lui. Ci salutammo alla maschiona, e dopo una piccola confidenza sul perchè della mia angoscia sorridente, la stessa di un Jack Nicholson danzante sotto la luna, fresco di rossetto, lui eruppe col suo segreto:

M. "Ho amato una volta sola!"

AaHaB. "Davvero?"

M. "Si. Ed è finita perchè lei mi lasciò"

Poi mi chiese se mi piaceva il cinema. Risposi di si. Mi chiese se mi piace il cinema brasiliano. Si, tipo Cidade de Deus. Esattamente! Ma dai. Devi vedere Tropa de Elite. Sarà fatto, come si scrive?

Tornato alla base, cliccai sul mulo ribelle e misi in coda il titolo.

Ora che l'ho visto mi sento molto cambiato. Capisco molte cose su ciò che una situazione può creare in una persona. Un capolavoro. Un'auto riflessione potente.

AaHaB

martedì, ottobre 28

Radiomantico



Certe volte bisogna ammetterlo ... bisogna ammettere che si ha bisogno di qualcosa, di un aiuto, di una valvola di sfogo.
Beh, questa è la mia. Non so se Radiomantico sia un bel nome per un programma (web)radiofonico ma al momento mi è venuto in mente solo questo neologismo.
Se ti piace lascia un commento, molto meglio una critica che una pacca sulla spalla.
Soprattutto questo lavoro è dedicato a Grex, visto che per il momento siamo lontani e Radio Pazza è rimasta freezata.
Questo non significa che Radiomantico sostituisca Radio Pazza ma bensì che la integri, che la renda più simile a ciò per cui l'abbiamo creata io e Grex: un contenitore per altri programmi di webradio low cost. Ovviamente se hai delle proposte fatti avanti...
Il resto è qui dentro, aria che vibra tra gli speakers e le tue orecchie.

BAK





PLAYLIST:

CASINO ROYALE - SEMPRE PIU' VICINO (REGGAE VERSION) (Lyrics - Testo)
CRISTINA DONA' - INVISIBILE (ROBOTTINO ROMANTICO) (Lyrics - Testo)
DIEGO MANCINO - IL CENTRO CANGIANTE DELL'UNIVERSO (Lyrics - Testo)
DEASONIKA - IL GIORNO DELLA MIA SANA FOLLIA (Lyrics - Testo)
MACACO - NA DE TI (Lyrics - Testo)
ANDRE ZIMMA feat. THIEF - TIME EXISTS IN MEMORIES
CLARA HILL - ONCE I KNOW
HOOVERPHONIC - RENAISSANCE AFFAIR (Lyrics - Testo)
DAFT PUNK - SOMETHING ABOUT US (Lyrics - Testo)
LISA SHAW - HOT SKIN


Se non si sente o il player non funziona puoi scaricare Radiomantico in formato mp3.
Se vuoi essere aggiornato attraverso la nostra mailing list scrivi una mail e inviacela a radiopazza@gmail.com

lunedì, ottobre 27

UAAAAAAAAAAAAAARGH!



Farà bene, contro la scarsità di idee, combattere scrivendo? Non che sappia dove andare a parare ma quantomeno un grido di aiuto rivolto al vuoto, al nulla, all'abisso incontemplabile dell'avvenire lo si può anche intonare.

Non so esattamente cosa mi stia succedendo. Mi capita regolarmente ogni anno o due di cambiare vita, di sradicarmi e migrare.

Beh, fra lo sradicarsi e il migrare ci sono profonde differenze:

Sradicarsi è un pò tra il rifuggire il terreno che accoglierà (o che almeno ha tentato), appunto, le "radici" ... e a me l'immagine di un uomo che mette radici non sollazza molto, la trovo priva di grazia.

Migrare è più da uccelli ... si dice liberi come gli uccelli ... si dice ... ebbene migrare neanche mi piace. Gli uccelli migratori tornano sempre negli stessi posti e non viaggiano, si spostano solamente.

Alla fine è un pò quello che sto facendo io.

Dovrei essere felice, euforico, esaltato e pieno di brio ... eppure eccomi. Disperatamente dedito a digitare echi di pensieri che non portano da nessuna parte. Gridando verso l'avvenire.


O<-<

mercoledì, ottobre 22



"Tutto è iniziato ..."
Qualunque scrittore all'americana inizierebbe il suo racconto così. Io non sono americano, nè tantomeno scrittore.
Potrai semmai ripeterti nella testa, mentre leggi questa serie di simbolini, che sono bensì scritto.
La chernobyl tenuta insieme dal mio cranio sforna macchie sulla parete, proietta luci e curva le linee verticali della vecchia e variopinta carta da parati.
Sono in una stanza. La finestra è aperta. Ci clicco sopra e si apre un discorso ...

Ho deciso volontariamente di rivisitare un blog di cui sono ammiratore e che provoca in me un senso di inadeguatezza: http://ventitre.noblogs.org/ e ho trovato questo post


08 Ago, 2008
Le sette regole dell'arte di ascoltare
maya, magick, testi — Inviato da george @ 08-08-2008 - 08:08
Volentieri citiamo Marianella Sclavi:
1. Non avere fretta di arrivare a delle conclusioni. Le conclusioni sono la parte più effimera della ricerca.
2. Quel che vedi dipende dalla prospettiva in cui ti trovi. Per riuscire a vedere la tua prospettiva, devi cambiare prospettiva.
3. Se vuoi comprendere quel che un altro sta dicendo, devi assumere che ha ragione e chiedergli di aiutarti a capire come e perché.
4. Le emozioni sono degli strumenti conoscitivi fondamentali se sai comprendere il loro linguaggio. Non ti informano su cosa vedi, ma su come guardi. Il loro codice è relazionale e analogico.
5. Un buon ascoltatore è un esploratore di mondi possibili. I segnali più importanti per lui sono quelli che si presentano alla coscienza come al tempo stesso trascurabili e fastidiosi, marginali e irritanti perché incongruenti con le proprie certezze.
6. Un buon ascoltatore accoglie volentieri i paradossi del pensiero e della comunicazione. Affronta i dissensi come occasioni per esercitarsi in un campo che lo appassiona: la gestione creativa dei conflitti.
7. Per divenire esperto nell'arte di ascoltare devi adottare una metodologia umoristica. Ma quando hai imparato ad ascoltare, l'umorismo viene da sè.


Tutto ciò dopo essermi gustato un DVD con un intervista fatta ad Alejandro Jodorowsky. Direi una sorta di momento magico.

E se decidessi di dipingere il mio autoritratto su una tela bianca col mio sperma? Cosa penserebbero di me? Avrei mai le palle per curare la mia esigente infanzia? Diventerei mai John Malcovitch? Al divenire noi stessi nei nostri stessi panni troveremmo solo risposte.

domenica, ottobre 19

BA(C)K TO BCN



Ancora ...
Di nuovo ...
Un'altro loop ... o sempre lo stesso.
Ambientarsi in un posto nuovo è sempre entusiasmante, ti carica di curiosità e voglia di fare.
Ma se torni in un posto dove sei già stato? Cosa succede? Dov'è l'entusiasmo e la voglia di scoprire cose nuove?
Per chi non mi conosce racconterò parte della mia storia...

Estate 2004: Lavoravo in spiaggia, bagnino. Un'estate folle, strana. L'impatto con la natura e la brutalità del mare mi sconvolge, non è la stessa cosa andare al mare quando è bel tempo e invece stare lì per forza e per dovere 10 ore al giorno per 4-5 mesi di fila. A maggio si fatica, si prepara la spiaggia; a settembre si aspetta con impazienza la fine. Posso annoverare nel palmares 3 spiaggie distinte ... distintissime. Ogni giorno conosci gente nuova, ogni sera fai come minimo l'una di notte. 5 ore di sonno e via di slancio ...
Arriva l'autunno, e io indeciso se andarmene ad Amsterdam o a Barcellona (droghe o sole?) opto per la seconda ... ma siiiii. Tanto non conosco nessuno neanche lì. Avevo tanta voglia di starmene solo, per i cavoli miei. Volevo una stanza tutta mia e niente di più.
Ottobre 2004: FCO-BCN. Il resto lo trovate qui: Vecchio Blog - Barcelona Story
Maggio 2005: Barcellona-Roma (l'autostrada va ...) Non chiedetemi perchè, fa male al cuore. Posso contare ancora sulle spiagge romane e su un brevetto valido con la foto di un pazzo. Da maggio ad agosto lavoro in due spiagge totalmente opposte ma contigue. Non arrivo a settembre, il mare mi trascina in un esperienza forte e difficile da digerire che non dimenticherò mai. L'autunno si appresta.
Settembre: Lavoro come rappresentante di ferramenta. Il traffico e le distanze mi uccidono, mi fanno invecchiare.. , poi troverò lavoro come cameraman ma gli scarsi introiti mi riporteranno al mare da maggio a luglio.
2-8-2006: FCO-BCN. Ci riprovo, non sono solo. La prospettiva è totalmente diversa, si sdoppia. Tutto è più organizzato e cerca una sua logica. È la falsa copia della vita di qualcun'altro, che sono sempre io ma che non si riconosce affatto. Tanto lavoro, pochissimo riposo. Un grande dolore mi lascia per terra ... questo blog ne sa qualcosa.
Marzo 2008: BCN-FCO. Il ritorno a Roma è sciapo, senza sapore. Una brillante idea mi torna alla mente e torno a lavorare in spiaggia, la stessa che mi lanciò nell'iperspazio dei miei pensieri più profondi.
15-10-2008: FCO-BCN.

Ancora ...
Di nuovo ...
Un'altro loop ... o sempre lo stesso.

mercoledì, settembre 24

Video Pazza

Ora Radio Pazza trasmette anche i video musicali che propone nei suoi programmi.
Puoi regolare il volume e navigare il menu oppure utilizzare i tasti di scelta rapida:
- modalità schermo intero (full screen)
- scegli quale video clip vuoi vedere (on demand)
- aggiungi il canale tv di Radio Pazza sul tuo sito o blog (embed)
Inoltre alcune delle scritte in sovraimpressione sono dei veri e propri collegamenti ipertestuali!

Buona Visione

O<-<

martedì, settembre 9

Il Mare non fa doni

"Il mare non fa doni, se non duri colpi e qualche volta un'occasione di sentirsi forti.
Ora, io non so molto del mare ma so che qui è così, e quanto importi nella vita, non già di essere forti, ma di sentirsi forti, di essersi misurati almeno una volta, di essersi trovati almeno una volta nella condizione umana più antica: soli davanti alla pietra cieca e sorda, senz'altri aiuti che le proprie mani e la propria testa."


Christopher Johnson McCandless

domenica, settembre 7

Il Sogno Lucido




Ho trovato nel mio statico cammino:
- La psicomagia di Jodorowsky
- Le lezioni di Castaneda
- Il Manuale del Sogno Lucido

e ora dovrò lavorare a letto ...

O<-<

giovedì, settembre 4

L'errore e(') l'archetipo

Ho scritto un articolo per MOM e dopo mesi mi accorgo che qualcuno lo ha commentato così:

Perfetto Says:
10 Aprile 2008 alle 3:54 pm
Tetraedricamente incanalato nei meandri della Volontà di Conoscenza dell’Abisso,non posso far altro che riconoscere socraticamente che l’unica cosa che sò è quella di non sapere.
Sarò chiaro ma criptico.
Sei una persona intelligentissima,che cerca di scoprire sia l’errore che la verità,ed è per questo che voglio mettere a tua disposizione qualcosa che ho scoperto dai miei modestissimi studi.
L’archetipo Alef,negativo speculare della doppia elica del Dna,comprende i 21 amminoacidi presenti in natura rispecchainti nella struttura le lettere dell’alfabeto ebraico;qualcuno ci ha progettati con questa tecnica genetica(il Verbo).
L’enigma della Sfinge è semplicissimo: quando l’uomo raggiunge un elevato livello d’intelligenza ne distrugge la testa,in modo tale che il suddetto Verbo possa tornare per dare una nuova spinta evolutiva entro i 5126 anni previsti in ogni ciclo galattico,scaduti i quali,se l’uomo non riesce nell’impresa,sarà considerato geneticamente inferiore e per questo eliminato (probabilmente è in concorrenza con altre razze).
Nel Vangelo di Tommaso Gesù dice che il Regno lo si trova quando si fà del due uno; ciò non comporta solo la camera nuziale celeste raggiunta dalla nostra mente (maschile,Nous,Krestos,Cristo) con la propria interiorità (femminile,Epinoia,Ruah,Spirito Santo),bensì esplicita la possibilità di unificare la forza elettronucleare con la forza gravitazionale,che probabilmente comporterebbe la scissione del vettore tempo e la possibilità di muoversi all’interno di più vettori temporali.
Il creatore dell’uomo è un alieno o è l’uomo stesso?

Caro Perfetto. se ci sei batti un colpo ... ti sto cercando.

O<-<

martedì, agosto 5

Piano Sequenza: Elettrojoyce - Balena

Il testo di questo pezzo mi entra dentro senza pietà ...
una promessa da marinaio ...
un libro inconcluso ...
la tolleranza ...
il mito ...

O<-<



So bene come sembri stupido il mio tempo
A chi come te misura le cose a sorrisi
Non sono il saltimbanco
Non so ingoiare spade
Ho tanti libri appena aperti Da finire se vuoi
Da finire se vuoi

Portami con te
Fuori dal ventre di balena
Un mobile svizzero
Un foglio e una penna

Sono in vena di partire davvero
Sono in vena di partire davvero
Di partire davvero

So bene come sembri stupido il mio tempo
So bene come sembri stupido il mio tempo
So bene come sembri stupido il mio tempo
So bene come sembri stupido il mio tempo

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