"…por eso he soñado con una obra que no se encajase en ninguna categoria, que en lugar de pertenecer a un género, los contuviese todos; una obra dificil de definir y que habría de definirse justamente por esa carencia de definición; una obra de la tierra en el cielo y del cielo en la tierra; una obra que fuese el punto de reunion de todos los vocablos diseminados en el espacio cuya soledad y desconcierto no podemos ni imaginar; el lugar, más allá del lugar, de una obsesión por Dios, deseo no colmado de un insensato deseo; un libro, por último, que sólo se entregase por fragmentos, cada uno de los cuales fuese el inicio de un libro."

Tratto da El libro de las preguntas – volumen II di Edmond Jabès, ediciones Siruela, El antelibro III, pagina 261. Trovai questo libro in casa di Didac e lo aprii a caso.

Gli ultimi commenti ...

mercoledì, aprile 30

Ex-frame



Eppure il film lo avevo già visto, uno dei miei films preferiti.
Avevo visto già tutto: l'incontro dove si faceva terapia di gruppo, la sparizione, le incursioni a paper street, il sesso ... e la fine.



Avevo visto Starbucks, avevo visto le torri, avevo visto il futuro. E gli sono andato incontro a faccia avanti, senza paura alcuna, solo col timore di non riuscire a farmi male abbastanza per tornare a sentire il mio fiato sordo andare e venire dai polmoni, mentre giaccio a terra per lasciare la mia maschera di sangue.



Ho visto oltre l'ultima pizza, ho visto l'n+1 fotogramma uscire dallo schermo per scherno.
T mi aveva avvisato: "Non devi mai parlargli di me."

"Se avessi un tumore lo chiamerei M. ... M. Il taglietto sul tuo palato che si rimarginerebbe, se smettessi di stuzzicarlo con la lingua... ma non puoi."

"Bisognava riconoscerglielo, aveva un piano e cominciava ad avere un senso alla maniera di T. Niente paura, niente distrazioni, la capacità di lasciarsi scivolare di dosso ciò che non conta."

"Uno non può sposarsi... Ho trent'anni, sono piccolo."

"Abbiamo avuto un'esperienza di quasi vita!"

"Congratulazioni, ora hai fatto un passo verso il fondo."

"Corri, Forrest Gump! Corri!"

"Mi hai conosciuto in un momento molto strano della mia vita!"

"Non crederai mai al sogno che ho fatto stanotte." - "Io non riesco a credere a niente di quello che è successo stanotte!"

Ora prendete questi brani e scomponeteli, smembrateli, rimontateli, deframmentateli, incollateli, strappateli, impastateli e avrete comunque di fronte la mia storia.

O<-<

giovedì, aprile 17

Se vuoi vivere felice

Se vuoi vivere felice

Passa tranquillamente tra il rumore e la fretta, e ricorda quanta pace può esserci nel silenzio.
Finchè è possibile senza doverti mai abbassare sii in buoni rapporti con tutte le persone.
Dì la verità con calma e chiarezza; ascolta gli altri, anche i noiosi e gli ignoranti; anche loro hanno una storia da raccontare.
Evita le persone volgari ed aggressive; esse opprimono lo spirito.
Se ti paragoni agli altri, corri il rischio di far crescere in te orgolgio e acredine, perchè sempre ci saranno persone più in basso o più in alto di te.
Gioisci dei tuoi risultati così come dei tuoi progetti.
Conserva l'interesse per il tuo lavoro, per quanto umile; è ciò che realmente possiedi per cambiare le sorti del tempo.
Sii prudente nei tuoi affari perchè il mondo è pieno di tranelli.
Ma ciò non acciechi la tua capacità di distinguere la virtù; molte persone lottano per grandi ideali, e dovunque la vita è piena di eroismo.
Sii te stesso. Soprattutto non fingere negli affetti e neppure sii cinico a riguardo dell'amore; poichè a dispetto di tutte le aridità e disillusioni esso è perenne come l'erba.
Accetta benevolmente gli ammaestramenti che derivano dall'età, lasciando con un sorriso sereno le cose della giovinezza.
Coltiva la forza dello spirito per difenderti contro l'improvvisa sfortuna.
Ma non tormentarti con l'immaginazione. Molte paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine.
Al di là di una disciplina morale, sii tranquillo con te stesso.
Tu sei un figlio dell'universo, non meno degli alberi e delle stelle; tu hai diritto di essere qua. E che ti sia chiaro o no, non vi è dubbio che l'universo ti si stia schiudendo come dovrebbe.
Perciò sii in pace con Dio, comunque tu Lo concepisca, e qualunque siano le tue lotte e le tue aspirazioni, conserva la pace con la tua anima pur nella rumorosa confusione della vita.
Con tutti i suoi inganni, i lavori ingrati e i sogni infranti, è ancora un mondo stupendo.
Fai attenzione.
Cerca di essere felice.

TROVATA NELL'ANTICA CHIESA DI SAN PAOLO, BALTIMORA. DATATA 1692.

domenica, marzo 30

In-tenso

- Quanto vorrei ...

Questo ci esce dalla bocca quando guardiamo fuori. Fuori da noi stessi, dal nostro piccolo insieme di cose.
E dalla stanza accanto la solita voce sarcastica:

- Quanto vorresti?
Ma sta zitto che hai un sacco di cose, hai avuto un sacco di cose.
E poi smettila di parlare al condizionale ... dai su! Dimmi qual'e' la condizione per la quale tu vorresti.
Andiamo su, parla!

E tu zitto per due ragioni: la prima e' che ti fa sentire nobile sopportare i soprusi, la seconda invece e' che speri solo che si stanchi di rimproverarti.
Stavolta pero' rispondi acido:

- Ma insomma! Possibile che ogni volta devi punzecchiarmi?
Perche' non la smetti di smontare i miei sogni e non mi dai una mano?

- Ma io lo sto facendo.

O<-<

giovedì, febbraio 28

Questa strana città: 8 minuti ... 3 anni fa e nulla e' cambiato



Ho solo 8 min di crdt e quindi saro' brv.Tengo 9 giorni di lavori forzati
attacati e per giunta di chiusura, quindi mi tocca pulire il negozio da tutto lo
schifo di una giornata di turisti e non.Nn c l fcc piu' ...Dormo cada dia fino
all'1 ed esco alle 2 di casa ... ch vt d mrd!Nn vd l'r d ssr rcchssm!!!Hasta
pronto



A a H a B



posted on 15-02-2005


Non sapevo che gia' stessi creando dei sigilli.

Numeri e sillabe non hanno risolto il problema di non riuscire a riacquistare il tempo svenduto sul mercato.

Sono scarso nel business.


O<-<


lunedì, febbraio 18

Questa strana citta': La mossa di Zidane (Come Batman e Robin) ... pre-mondiali di furto



Lo siento mucho, sono sparito dalla rete per molto tiempo, esattamente da
quando sono tornato di la' (o di qua'?) per ritornare di qua' (e quo'? e qui'?).
A parte una breve e fugace apparizione per qualche notiziola al volo.Il tema di
questo testo e' la saga di Batman e Robin.Accadde una notte ... (echi letterari)
... io e Marco usciamo per farci due risate quando all'improvviso assistiamo al
compiersi di un crimine. Un marocchino ubriaco attacca bottone con uno spagnolo
ubriaco piu' di lui, il tutto alla luce dei lampioni della rambla.Tutto risale a
demasiado tempo fa, o almeno troppo per la mia fragile e delicata RAM.Tornando
ai fatti, cosa vedono i miei occhi? Cio' di cui Marco mi ha parlato piu' volte,
la tecnica della famosa "mossa di Zidane".... La "mossa" consiste in un
approccio di argomento calcistico per finire poi con una dimostrazione pratica
di come il grande Zizou ti "scippa" il pallone. Fatto sta che invece cosi' ti
scippano il portafogli ...Per farla corta, per farla breve ... vedo un gesto
felino compiersi in un microsecondo: il marocchino sfila via qualcosa dalla
tasca del tizio e solo allora lo lascia in pace fingendo di non avere piu'
argomenti.A questo punto entra in azione il super-eroe di Barcellona, BatMarco!
Di condeguenza io ho indossato la mia tutina di lycra colorata e ho finto di
essere un degno Robin.BatMarco si avventa sul marocchino e gli intima, al grido
di "FERMO, POLIZIA!", di non compiere altri passi. Lo prende per il collo e lo
perquisisce trovandogli in tasca un passaporto spagnolo e venticinque euro in
contanti! Il nostro eroe non vuole compiere un arresto, vuole solo che venga
restituito il maltolto, quindi lo lascia andare fra mille imprecazioni che vanno
in fade out di pari passo con la fuga.Io, ancora a bocca aperta, lo accompagno
dai poliziotti sulla Rambla - visto che lo spagnolo ubriaco se ne era andato
chissa' dove a fare pipi' - che ci assicurano di rintracciare il tizio e di
ridargli sia il passaporto che il denaro (chissa' perche' ero un pochino
scettico sulla seconda ipotesi, forse perche' devo vilmente ammettere che insani
pensieri mi sono passati per la mente).Morale: che cazzo ci fa uno spagnolo
sulla cinquantina ubriachissimo per la Rambla con il passaporto in tasca? Questa
e' una strana citta' ...Finale: di ripasso incontriamo il tizio di fronte alla
stazione della polizia e abbiamo cosi' l'occasione di accertarci dell'effettiva
onesta' dei poliziotti catalani. Anche perche' 25 euro sono pochi per
sputtanarsi la carriera....A questo punto ho perso gli appunti mentali delle
varie stranezze di cui volevo riempirvi i pensieri, tipo Cofferati sulla Rambla
ieri sera che guardava con ribrezzo un barbone dormire, oppure - 5 minuti fa -
il re-incontro con il serissimo pagliaccio chattatore. Forse pero' preferisco
richiamare alla mente un incontro accaduto prima di Natale: quando su Passeig de
Gracia mi sono fermato a chiaccherare con un filosofo di strada del quale
tuttora ignoro il nombre. In cambio dei panini di Starbucks mi ha regalato
alcuni suoi brevissimi scritti sulla sua idea di societa' civile.Riaccedero' a
questa casella email un po' piu' avanti nel calendario 2005. Ma il mio pensiero
e' sempre on the air per le vostre radioline.Baci



Alessandro alias Haikel alias Bak alias Robin



ps. Grazie per quel bellissimo risveglio con la musica di Pino al telefono,
il tuo e' stato un silenzio prezioso e pieno di parole.

pps. Luca, ho finito di leggere la tua tesi. La trovo appetitosa come le
patatine fritte che rubavo di nascosto in cucina prima di pranzo o di cena
mentre mia madre e mia zia si distraevano dalla padella ... hhhhhhhhhhhhhhhhhhhh
(senza fiato) ... piu' buone di quando, ormai sazio, le trovavo sulla tavola
imbandita.

ppps. Mio caro Meson (o Mason? ancora ho dubbi) rivolgiti questa domanda
per distrarti dal contingente: "Am I so good to imagine all this?"

pppps. Bella Grex, ti sto aspettando compañero!

ppppps. Cari Ivano e Sabrina, ma almeno i surfisti si sono divertiti? Lo
so, quando sdrammatizzo a sproposito sono un vero bastardo ... mi mancano le
serate insieme, mentre Ivano martellava il vicinato col bonghetto alle 2 di
notte al canto di "Falla guariiiiiii ... falla guariiiiii".

pppppps. psssssssssssssss! E' finita la mail ...


posted by on 15-02-2005 22:41


Quella notte eravamo ubriachi, felici, amici, giovani, spensierati ... ma soprattutto liberi.

Fortunatamente BatMarco e' ancora nella mia vita. Oggigiorno andiamo insieme a fare jogging su a montjuic, usciamo a bere birra belga e ci picchiamo per strada.

Un anno di lavoro assieme all'Hard Rock Cafe' ci aveva come allontanati ma staremo piu' attenti.

Chi trova un amico trova un tesoro, e io sono ricco.

O<-<

sabato, febbraio 9

Questa strana città ... B-side ... Specchio riflesso



Scusate l'assenza ma senza senso non so stare senza ...Cominciamo bene!
Sono tornato da poco qui (o li'), e avevo molto da fare e da capire. Come
Alice nel paese delle meraviglie inseguo il coniglio bianco che a sua volta
insegue il suo stesso orologio che insegue il tempo. Le strane cronache
dall'aldila' dello specchio ... guardate Roma e Barcelona sull'Atlante. Non
faccio in tempo a prendere posto sull'aereo che gia' qualcosa di assurdo accade:
una coppia di giapponesi corredati di figlioletto capriccioso si accomodano due
file avanti a me. Fin qui tuttok, ma ad una certa il bimbo inizia a piangere con
un'energia spaccatimpani (tipo 2000 decibel) e la madre reagisce picchiandolo
sulla testa spietatamente. Sulle prime non mi stranisco, ma quando l'azione si
ripete mi strappo la camicia, i jeans e divento tutto muscoloso e verde ...
quindi la minaccio in un inglese-romanaccio che se avesse picchiato ancora il
bambino avrei avvisato il capitano e la polizia. Lei mi guarda per tutto il
viaggio con la coda dei suoi occhi a mandorla e la faccia indispettita, mentre
qualcun'altro molto piu' intelligente si inventa dal nulla un lecca lecca e un
giocattolo di plastica intuendo che il piccolo aveva paura dell'aereo. E il
padre? Assente per tutto il tempo, forse perso in qualche manga di ufo-robot.
All'arrivo mi trovo poi costretto in un'attesa di circa due ore e mezza per
incontrarmi col nuovo padrone di casa (approposito: prima partenza il sabato
mattina, io trovo due case fra cui scegliere il venerdi' alle 23.30 - checculo!)
all'aeroporto, perche' doveva venire a prendere un suo amico che arrivava dopo
di me. Io, non avendo le chiavi della nuova casa, non avevo neanche scelta.
Fattosta' che mi ritrovo col portatile acceso e cinque valigie intorno alla
stazione del treno col biglietto timbrato mentre mi guardo Alphaville di Godard
e i caotici viaggiatori di sottofondo, una specie di screen saver dietro lo
screen. La poca batteria mi ha sollevato il morale, perche' mi sembrava di
essere uno di quei turisti tecnologici che mi diverte tanto prendere in giro
...Quindi arriva Didac (si legge tipo Didath - all'inglese), il padrone di casa,
che di buon cuore mi va a comprare un panino per l'attesa ... visto che io stavo
stracarico (vi ricordate Tricarico? Buongiorno buongiorno io sono francesco e
questa mattina mi son svegliato presto ...) e avevo gia' passato il varco.
Insomma Didac e' un tipo normale e particolare insieme. La persona piu' normale
di Barcellona: 35-40 anni, pittore fancazzista, barcellonese D.O.C. simpatico e
fattone. Ma cio' che mi piace di piu' e' la sua correttezza. Pensate che siamo
rimasti daccordo sulla parola e l'ha mantenuta. Ora ho una stanza mia, grande e
con una bella finestra sulla strada. 4º piano senza ascensore ma in pieno
centro: Carrer Ciutat 13 4º-2ª Didac Pintor (incredibile ma e' pittore di nome e
di fatto) - per chi mi vuole scrivere - 08002 Barcelona España. Praticamente
dall'altro lato di piazza Jaume I rispetto alla signora bastarda di prima.
Ancora una volta dall'altro lato dello specchio (B-side). Vi raccontero' della
mossa di Zidane nella proximail, Batman e Robin sempre all'erta!Besos



Alessandro alias Haikel alias Bak



posted on 15-02-2005


Che dire? Incontrai per caso Didac nella stazione della metropolitana sotto la mia attuale casa, a Poble Sec. Lo hanno sfrattato dalla casa in centro (la mia cara Casa Amarilla).

Ci siamo abbracciati, ci siamo scambiati il numero di telefono e non ci siamo piu' rivisti.


O<-<

martedì, gennaio 29

Questa strana città ... vista da fuori ... vista dal futuro.



Ora sono qui, quale qui? Il qui di li' o il qui di li'? Sono qui e basta.
Chi di voi mi ha visto lo sa. Ricevo risposte e conferme da i miei
interlocutori, mai nessuna critica ... tipo: sei uno stronzo, non mi scrivi mai
in privato ... da una parte vorrei sapere, dall'altra no. Non e' importante. Vi
penso come ad una cosa sola, un unico volto fatto di tutti i vostri ... e mi
somiglia molto. Avro' modo, spero, di confrontarmi col me dentro di voi e, di
conseguenza, di confrontarvi col voi dentro di me. Lasciamo perdere ... Questa
strana citta' vista da fuori e' il ricordo di un sogno interrottosi al suonare
della sveglia ... non un paradiso, ma un inferno divertente ... sei sveglio(?) e
ti chiedi se sei Lao Tze o la farfalla. Lo que me flippa es que pienso en
espanol a mi suenos ... Sono in caduta libera dal cielo alla terra e come una
stella mi accendo per un istante. E' questo il sogno che ho espresso in silenzio
quando ne vidi una la scorsa notte di San Lorenzo all'Amanusa Beach. Volevo
essere anch'io il desiderio di qualcuno. E allora brucio forte, anche per un
solo istante, ma che scalda. Oggi e' cosi' ... oggi sono qui, ma quale qui? Etc
etc. Ovunque voi siate, siate felici.



Alessandro alias Haikel alias Bak



ps. Lo sapevate che Babbo Natale era alto e verde? La Coca cola lo reso
Grasso e Rosso, forse perche' mangiava bambini ... eh Gregx? Fatto sta' che fra
poco e' tempo di regali. Auguri di un Mary Christ(ono)mas(tic).


posted on 15-02-2005 22:39


Il sogno e la citta'. Il sogno e' la citta'. Le sue luci, i suoi rumori, i suoi personaggi, i suoi odori.

Mentre dormi ti contamina, ti innesta dentro sempre piu' elementi virali. Cosi' ti svegli bello malato di barcellinosi e non guarisci piu'.

Per quanto si possa odiare lo sporco e le folle di questo luogo, non si puo' neanche fare a meno di buttarsi sulla Rambla quando hai voglia di un bagno di folla come si deve, quando hai voglia di un racconto ingarbugliato in cui migliaia di vite si incrociano dopo kilometri e miglia percorse per passeggiare accanto a te ... e tu accanto a loro.

Credevo di esserci riuscito, credevo che la stella cadente avesse esaudito il mio desiderio ma mi sento ancora piacevolmente solo fra la gente.

Alla vigilia di grandi rivoluzioni personali resto incantato dal mio passato come fosse un tramonto sul mare ... lo stesso di Amanusa Beach, dove e' iniziato tutto.


O<-<

domenica, gennaio 27

Questa strana città ... click. Tempi andati ... clack.



Ciao a tutti .. clickiticlak! Oggi vi racconto delle avventure visive ...
tikitak! ..., quelle che si colgono dallo sguardo, dal modo di camminare e di
vestire delle persone ... clickiticlack! Iniziando dal mattino ... tak tak! ...
voglio riportare alla mente la scena di Marco (l'amico milanese) che da il
buongiorno ... click ... a Matteo (altra creatura vivente della casa). Marco:
"Hombre ..." Matteo: "Buongiorno!" Marco: "sfhwtbwthwqtbqthqtr?" Matteo: "Eh?"
Marco: "Prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr!!!" (pernacchione) Questo ... cataclick ... e'
per farvi capire con chi mi trovo in casa, almeno ho iniziato la giornata
ridendo ... cataclak! Andando al lavoro poi, diretto verso la metropolitana,
senzo un dolcissimo suono di flauto di Pan ... clak tik! ...e voltandomi vedo
che era l'arrotino con la vespetta attrezzata che richiamava i clienti (?,
secondo me non fa una lira - pero' altro che "E' arrivato l'arrotino
l'ombrellaio!" nostrano). Anche questo ha lasciato un'inaspettato ... :-) clak!
...sorriso sul mio volto affranto, in questi giorni, dalle preoccupazioni. Poi
al lavoro mi hanno messo per strada ... click click! ... a regalare assaggini di
"caffe' moca praline'" e "caffe' toffee nut latte" e mi incrocia ... tikitak!
...due volte un tipo, distinto ed elegante, che sulle prime mi parla in perfetto
inglese ... takititik! ... e se ne va ... piu' tardi al suo ritorno mi parla in
perfetto spagnolo. Molto simpatico ... pensate che quando due giovanotti col
volto da indio-americano mi chiedono cosa ci mettiamo nelle bevande ... tak! ...
in offerta ... tik! ... ha risposto lui dicendo "tranquilli c'e' solo cocaina!"
... tikkete! ... e mi sono piegato dalle risate ... >-D. Vabeh, alla fine mi
presento ... clakketetik! ... e gli chiedo come si chiama e mi risponde "Luigi
... Luigi Comencini" (famoso regista italiano, di certo non era lui, mi prendeva
ancora per il culo). Insomma fra una risata e l'altra ... tik! ... salta fuori
che e' un professore universitario di sociologia originario di Boston, ma che
insegna ... clak! ... qui in BCN. Che strana la vita eh? Magari in aula e' un
bastardo che boccia tutti ... clikklak! ... e se i suoi alunni sapessero della
nostra chiacchierata ... tak tak! ... mi odierebbero per la confidenza che
invece a loro e' negata ... Per chiudere in bellezza, dopo aver staccato dal
lavoro, vado a vedere una stanza in affitto ... takitik! ... e mi apre la porta
un signore, molto educato ma anche molto omosessuale nei modi, che mi invita ad
entrare e mi mostra la casa (bellissima!), la stanza in questione e il terrazzo
(spazioso!). Solo che non vuole ospiti extra ... takkete ... tik! ... perche' in
passato gli hanno creato problemi. Vabeh, me lo lascio come opzione comunque ...
click! Uscendo chi mi vedo camminare incontro? "Attila il flagell tittìo"! Un
hombre alto vestito di pellicce (stivali e cappotto con cappuccio, tipo
neanderthal ... tik tak!) dai svariati colori, incredibile! Ho passato i
seguenti 500 metri di cammino ridendo, fino a che non sono entrato in questo
internet cafe' (caffe', basta caffe'! Non ne posso piu'!!!) dove in una cabina
del telefono ... tik tik ... c'era un tipo, ormai cieco, che per comporre il
numero teneva il foglietto con le cifre e la tastiera dell'apparecchio cosi'
vicine all'occhio destro ... clakkete! ... che il naso gli ostacolava i
movimenti. Pobre hombre! Questo e' il foglio del mio diario elettronico di oggi
... clak! Devo ammettere che scrivere queste email e' forse l'unico sfogo che
trovo in questo momento. Pensate che adesso la mia famiglia ... click ... sa
piu' cose di me che prima, quando vivevo con loro. Un paradosso nevvero? Lo so,
in questi anni non ho fatto altro che tenere tutti a una certa distanza, a
partire dai miei genitori, e me ne scuso con chi ne ha sofferto. Il mio cuore e'
con tutti voi! Un saluto particolare a Mamma, Papa', Amir, Omar, zia Luisa, zia
Rossana, zio Dali' (e anche a zio Moncef, vah!), Sandro, Stefano, Gianni,
Barbara, Elena, Antonio, Martina, Mattia e l'ultimo arrivato Raoul. Baciottoni.

Alessandro alias Haikel alias Bak

Ps. Questa tastiera ... clak
... e' molto rumorosa, si sente? Fa piu' rumore ... tikkete! ... di una macchina
per scrivere Olivetti degli anni sessanta ... tak! Ora premo "Invio" ... Click!

posted on 15-02-2005 22:37


Ci credete che non mi ricordo almeno la meta' di queste cose? Scrivere serve per ricordare, ma che succede se i tuoi ricordi non ci sono piu'? Se leggere cio' che hai scritto anni fa e' come leggere qualcosa scritto da qualcun'altro?
Ovvio che non e' il mio caso ... sono solo piccoli dettagli quelli persi di vista. Credo addirittura che non sia nessun caso perche' sono convinto di una cosa abbastanza inusuale: noi sappiamo gia' tutto, da sempre. Possiamo solo ricordare, mai conoscere.

O<-<

sabato, gennaio 26

Questa strana città ... "Perché sei qui?" ... "Attendere prego, stiamo elaborando la sua richiesta ..."

Questa mia viene dal sentito.
Una corazonada.
Tutti incessantemente mi chiedono: "Perche' sei qui?"
Primo: perche' mi fai questa domanda? Forse perche' tu catalano non sei mai uscito dalla tua citta'.
Secondo: a quanti l'hai gia chiesto? Qualcuno avra' almeno una volta intentato una vaga e giustificabile risposta.
Scusatemi non voleva essere una lettera aperta al catalano medio. E che oggi devo mettere colore su bianco e scrivere una mail poteva essere un surrogato a buon mercato. Mi perdonino coloro a cui devo ancora rispondere in privato, oggi e' andata cosi'. Immaginatemi seduto in un internet caffe' pakistano con musica etnica a palla, seduto accanto ad un peruviano (presumo) smanettone che chatta con sei persone alla velocita' della luce (tutto questo mentre ride contento delle sue sei personalita' differenti).
Il lavoro ormai gia' mi succhia il sangue. Prima mi spostano in una tienda lontanissima (e via con la metro sottoterra!) poi ci trovo un supervisore francese (almeno quello di prima era solo gay), per chiudere in bellezza oggi ho fatto la visita medica dove ci mancava solo un ispezione nelle parti intime e domande sulla mia vita sessuale ... comunque il sangue se lo sono preso direttamente alla spina!
La vita da senzatetto vagabondo ... ioooooo, vagabondo che son ioooooo, vagabondo che non sono altroooooo, soldi intasca non e' hoooooo ...
Mo sto dormendo sul divano di un amigo, e la mia valigia sembra la cesta dei panni sporchi ... un cumulo ormai piramidale di tessuti in attesa di collocazione ... incredibile! Oggi mi si aprono delle parentesi preziose nelle frasi. Quindi, dicevo? Ho perso il filo ... forse non era importante.

Fino a poco fa commentavamo, io e un amico argentino, che qui la gente per la strada e' mediamente brutta, poi un gruppo da dieci di scozzesi in gonnellino, sombrero messicano e maglietta rossa omologata, ha catturato la nostra attenzione ...
Alfonso (l'argentino in questione) ha esclamato sotto voce ... forse per non ammettere di rivolgersi a se stesso ... : Io non mi merito questo! Chiudendo come un tango l'indegna danza di quei falsi gonnellini ... tatan! A proposito? Ma il Tatanka? Se qualcuno di voi lo vede, me lo saluti e gli chieda perdono per essere sparito.
Perche' sono qui? Per cambiare, per imparare la lingua, perche' e' vicino ... no so, e tu?

Alessandro alias Haikel alias Bak

posted on 15-02-2005


Bella domanda vero? Inizi per fartela da solo, poi iniziano tutti a cercare in te la loro risposta ... cosi' rinunci e getti a qualcun'altro la patata bollente. Si puo' dire che rappresenta in scala il dramma esistenziale.
Sono passati quasi tre anni e non me lo domando piu' questo perche', magari la sfumatura e' diversa ... la scala del dramma esistenziale e' diversa ... "Perche' sono ancora qui?".
"Attendere prego, stiamo elaborando la sua richiesta ..."
O<-<

martedì, gennaio 22

Questa strana città ... The Sequel! Postumo

Il Prequel ero io, ... quando mi avete conosciuto. Ora sono come la solita(ria) particella di sodio imbottigliata nel traffico di gente a piedi per i budelli di Barcinona. Ieri notte tornavo al loculo (che non oso chiamare casa) e un'esplosione dinamitarda ha distrutto la vetrina di un negozio a 20 metri dai miei passi ... il terrore e' durato un istante. Breve e fragile. Poi la norma ha ricomposto ogni fatto, ogni netturbino spazzava la sua porzione di mattoncini stradali e i ristoratori hanno proseguito le reverenze ai clienti ingordi di europeismi. Che dire? Che fare? Non so, sono un puro-casual spettatore e testi-monos ... Pardon, deliquio in arrivo fra sirene di volanti, 5 in tutto ... un'impronta digitale per ognuna ... Meglio andarsene, ho pensato frammemme'.
Dovessero pensare che io ... vestito cosi' ... che vengo da ...
NONNONNNONNNONNNONNONNNNONNNNONNNO! Quatto quatto, mi sono fatto i fatti miei e vuelvo all'habitacion. Ogginvece sono andato a caccia di case, quasi quasi cerco a caso fra le ins(it)er(se)zioni su In(si)te(te)r(.)net, e ho incontrato una rara collezione di individui interessanti, chiaccheroni ma interessanti. Due ad ex(te)emplum: Greg - americano, gay, 44 anni, Peter Pan nel cuore - che mi ha raccontato dell'america anti-Bush e pro-Bush(ide) e di come da anni viaggia e vive senza costruire. Poi Mario - (ex)italiano, fuma erba perche' il tabacco gli ha provocato un tumore alla gola (al telefono sembra Nightmare), sulla cinquantina adelante, Pater Pan anche lui (vorrei aver sbagliato ma l'ho scritto apposta) - abbiamo chiaccherato per due ore amabilmente capendo entrambi che non avrei mai vissuto nella sua topaia/piccionaia del quarto piano.
Fattosta' che oggi mi rode alquanto e ho deciso di cadere liberamente nella rabbia gioconda dello scrivere a Voi ... sopportez moi svp. E, se vi interessa, mangio schifezze da quattro giorni perche' non mi va di fare la spesa finche' vivo con l'arpia.
Godo del gusto che provo rubandole a volte le patate, i pomodori o addirittura olio e peperoncini per la pasta, ma lei gode ancora di piu' aprendo l'acqua fredda in cucina mentre io faccio la doccia ... quindi siamo (im)pari. Forse gode di piu' alle tre di notte chiusa in camera col suo uomo che la sculaccia ... BRRRR mi viene la pelle d'oca al pensiero, che schifo! Brutta, vecchia, sgorbia, scorfana e chi piu' ce n'ha piu' ne metta.
Vabbene, stoppo il piagnisteo altrimenti mi fate Ministro dei Costerni. Adiós paradós ...
Alessandro alias Haikel alias Bak alias ..... PerchiccheSsia. E' piu' vero cio' che dico o cio' che penso? e' vero per me farli coincidere. "Non avercela con me, e' la mia natura" disse lo scorpione alla rana che aveva punto a morte mentre la stessa lo traghettava per il guado tranquilla che la necessita' comune la proteggesse. Fiato please.

posted on 09-12-2004
19:08

E' proprio vero: necessita' fa virtu'. Cercare casa riesce bene solo quando siamo in uno stato di necessita', quando l'urgenza preme e tira fuori il meglio di noi.

E' un'avventura per la citta', un'occasione per conoscere gente strana soprattutto quando non conosci quasi nessuno. Soprattutto e' entusiasmante sapere di andare a vivere con dei perfetti sconosciuti di cui ti dovrai fidare, con cui dovrai condividere la caffettiera, scambiare opinioni e libri, litigare, festeggiare, etc etc. Anche se non ti piacciono. E pensi sempre: "Tanto al limite me ne vado".

Non so se Roma offre questa possibilita', forse non l'ha offerta a me. Nessun rimpianto.

Oggi vivo in una casa affittata a mio nome con Sabrina e Felix. Tutto completamente diverso. Io, sempre lo stesso (?) in questa strana citta' ...

O<-<

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